Save the Green 5

Terra, pietra, sabbia, calce, acqua, metallo: elementi naturali di base fondamentali per le costruzioni umane. Costruzioni che possono accogliere o rigettare, collegare o separare, unire o dividere. Per la sua quinta edizione, il circuito “Save the Green” promosso dal Centro Regionale FICC Sardegna invita il pubblico, attraverso i suoi circoli, a una riflessione sulla dicotomia tra “muro” e “ponte”: se da una parte il muro è emblema di difesa e protezione rispetto ai pericoli dell’ambiente circostante, è impossibile non constatare che i muri proliferano ovunque, in Europa e nel mondo, come strumenti di contenimento e chiusura, di separazione e rifiuto dell’altro, di difesa – anche militarizzata – dell’esistente, dello status quo, del privilegio; sembra, invece, sempre più arduo costruire ponti stabili, instaurare collegamenti tra popoli, comunità differenti e culture.

Attraverso il cinema, universale mezzo di comunicazione, di incontro e confronto, la FICC quest’anno propone un percorso di visione e discussione di film prodotti in diverse parti del mondo, frutto di sguardi, esperienze e stili differenti, in cui si mettono in evidenza gli effetti sociali e politici dell’innalzamento di barriere che dividono nel significato fisico o metaforico che queste possono assumere.

Gli ambiti di applicazione spaziano dalle relazioni personali con sbarramenti psicologici, ai muri reali che si levano alle frontiere per vietare ai migranti l’attraversamento dei confini, fino agli spazi istituzionali di reclusione (carceri, CPR centri di permanenza per i rimpatri, campi di detenzione come quelli costruiti e finanziati dal governo italiano in Libia per impedire le partenze dall’Africa).

Il percorso scelto dal Centro Regionale intende offrire – di contro ai ‘muri’ – modelli differenti di relazione, collegamento e superamento della divisione, attraverso la costruzione di ponti reali e metaforici. Il superamento delle barriere linguistiche, mentali, psicologiche, culturali, fisiche, invisibili e metaforiche attraverso il dialogo, la conoscenza, il confronto, lo scambio, la reciprocità e la condivisione, si sperimenta in percorsi trasformativi con l’ottimismo della volontà. Per citare Alexander Langer, è così, di fondamentale importanza, diventare “mediatori, costruttori di ponti, saltatori di muri, esploratori di frontiera”.

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